Mappa dei collegamenti RPCNET in tutta Italia: Torino, Milano, Pisa, Roma, Frascati, Palermo
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RPCNET — Scheda Tecnica

La scheda tecnica originale su RPCNET, con l'architettura e la storia completa.

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Figura 1 — Collegamenti RPCNET in tutta Italia: Torino, Milano, Pisa, Roma/Frascati, Palermo.

Il networking pionieristico in Italia

Le origini di RPCNET risalgono ai primi anni '70, quando il CNUCE — il Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico di Pisa — avviò una stretta collaborazione con il Centro Scientifico IBM, situato proprio di fronte alla sua sede.

Nell'ambito di questa collaborazione, quattro ricercatori pisani — Renato Matteucci e Luciano Lenzini del CNUCE, insieme a Paolo Franchi e Alessandro Fusi di IBM — trascorsero il 1973 e il 1974 presso il Centro Scientifico IBM di Cambridge, Massachusetts, con un obiettivo ambizioso: porre l'Italia all'avanguardia nel campo emergente del networking.

L'esperienza si rivelò preziosa. Lavorarono fianco a fianco con ricercatori dei laboratori IBM e delle principali istituzioni americane che stavano plasmando il futuro delle comunicazioni dati — tra cui gli ingegneri che sviluppavano la Systems Network Architecture (SNA) di IBM, i ricercatori della Bolt Beranek and Newman (BBN), l'azienda responsabile di ARPANET, e i progettisti della rete MERIT dell'Università del Michigan. Questi incontri gettarono le basi di quella che sarebbe diventata la prima rete di calcolatori italiana.

Da REEL a RPCNET

Nel giugno 1974 fu ufficialmente lanciato il progetto REEL (Rete Elaboratori Elettronici), attraverso una collaborazione che coinvolgeva CNEN (Bologna), CNUCE (Pisa), CSATA (Bari), il Centro Scientifico IBM di Pisa e i centri di calcolo delle Università di Padova e Torino, con l'obiettivo di progettare e costruire una rete di calcolatori nazionale. Il progetto divenne presto noto come RPCNET (REEL Project Computer Network) — la nascita della prima grande rete di calcolatori italiana.

Per darle visibilità nazionale, il CNUCE e il Centro Scientifico IBM di Pisa organizzarono una conferenza stampa a Milano il 21 ottobre 1976, seguita il giorno successivo da un workshop a Venezia in cui fu presentata l'architettura e i protocolli di RPCNET — una rete nazionale di calcolatori, interamente progettata e realizzata in Italia, in grado di competere con ARPANET e con le altre reti avanzate allora in fase di sviluppo.

Alla fine del 1976 il software di RPCNET era già in funzione sui processori IBM utilizzati dai partner del progetto REEL. Tra il 1976 e il 1978 fu testato in diversi centri di calcolo partner, reso più affidabile e arricchito con strumenti per la misurazione del traffico e la raccolta di dati statistici.

Analisi tecnica: l'architettura di RPCNET

Architettura di RPCNET: livelli concentrici dal sistema di comunicazione fino alle applicazioni del nodo
L'architettura di RPCNET: le applicazioni del nodo, le funzioni di interfaccia e le funzioni di comunicazione, al di sopra delle sottoreti delle connessioni e di comunicazione.

RPCNET non fu semplicemente un esperimento di collegamento tra calcolatori: anticipò molti concetti che sarebbero poi diventati standard nelle reti moderne. La sua architettura era organizzata su due livelli: uno inferiore, che forniva i servizi di comunicazione, e uno superiore, che offriva servizi di interfaccia per le applicazioni.

Dal punto di vista dell'utente, RPCNET offriva un insieme di servizi straordinariamente avanzato per l'epoca: trasferimento di file tra calcolatori remoti, accesso a sistemi operativi distanti e messaggistica elettronica. RNAM (REEL Network Access Method) forniva ai ricercatori strumenti di programmazione per costruire le proprie applicazioni di rete. A livello di comunicazione, il software gestiva l'inoltro dei pacchetti, la selezione dei percorsi e la riconfigurazione in caso di guasti, garantendo la continuità delle comunicazioni anche quando parti della rete diventavano non disponibili.

Guardando indietro, è sorprendente osservare quanto diverse di queste funzioni abbiano anticipato concetti che sarebbero poi comparsi nel Modello di Riferimento OSI. Il supporto di RPCNET a un servizio di comunicazione senza connessione a livello applicativo — usato principalmente per la messaggistica elettronica — incarnava idee che sarebbero riapparse anni dopo nei protocolli Internet come UDP e nei moderni sistemi di posta elettronica.

Da progetto di ricerca a servizio nazionale

Nel 1978, la Commissione Generale per l'Informatica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) adottò RPCNET come componente chiave della propria strategia nazionale di calcolo scientifico — trasformandolo da progetto sperimentale a infrastruttura operativa, e dando forma concreta a una visione articolata per la prima volta nel 1970 da Alessandro Faedo, Rettore dell'Università di Pisa, e Guido Torrigiani, Direttore del CNUCE.

Tra il 1978 e il 1985, RPCNET collegò circa dieci centri di calcolo scientifico distribuiti in tutta Italia, da Palermo a Milano. Le misurazioni del traffico documentarono una crescita costante dell'utilizzo, e l'esperienza rivelò una trasformazione culturale: i ricercatori che un tempo consideravano il calcolo come centrato su un'unica macchina impararono ad apprezzare la combinazione di risorse locali con l'accesso a sistemi remoti dotati di maggiore potenza di calcolo.

RPCNET e IBM

Le competenze acquisite nella progettazione di RPCNET contribuirono al progetto PISA di IBM (Prototype for Interconnection of Series/1 Applications), una collaborazione tra il Centro Scientifico IBM di Pisa e l'IBM Development Laboratory di Boca Raton, in Florida, finalizzata a una nuova architettura di rete basata sui minicomputer IBM Series/1. Il prototipo risultante — dieci sistemi Series/1 interconnessi al servizio di venti utenti simultanei — dimostrò riconfigurazione automatica e funzionamento resiliente: i collegamenti furono intenzionalmente modificati a metà dimostrazione, e gli utenti continuarono le loro attività senza interruzioni. Sebbene tecnicamente riuscito, non fu sviluppato in un prodotto commerciale, poiché IBM si era già impegnata sulla propria Systems Network Architecture (SNA).

RPCNET non fu semplicemente la prima rete di calcolatori italiana: fu il fondamento su cui si costruì la futura partecipazione dell'Italia all'era di Internet.

Rilevanza storica

RPCNET fu la prima grande rete di calcolatori progettata e realizzata in Italia, e una delle prime reti scientifiche nazionali su larga scala in Europa. Oltre ai suoi risultati tecnici, favorì una cultura di collaborazione tra università, istituti di ricerca e industria, contribuendo a creare le competenze tecniche e la cultura organizzativa che avrebbero facilitato la transizione dell'Italia verso l'era di Internet negli anni successivi.